Florian
Kronbichler


Papà Nichi ed io

Le gioie paterne di Nichi Vendola mi stanno regalando richieste di intervista da media dei più svariati. Le domande, inevitabile, spaziano dal serio al manifestamente svergognato. La libera scelta dell’uomo politico sta suscitando chiacchiere machiste e sessiste che non sto a commentare. Mi è stato chiesto se farei da padrino al piccolo Tobia. Ci mancherebbe che non lo facessi!
Perché si sappia come io la penso riguardo al fenomeno dal irrispettoso nome di “utero in affitto”, qui alcune mie riflessioni:

Con quanta decisione mi sono battuto per i diritte delle unioni civili fra persone dello stesso sesso, stepchild adoption compresa, tanto forti sono le mie riserve nei confronti della legalizzazione della maternità surrogata. Sono conservatore – Max Weber ci ha regalato il bel termine di “wertkonservativ”, conservatore per valori, ma suona troppo di sociologia – sono conservatore, volevo dire, per quanto riguarda le questioni di inizio e fine vita. Mi oriento ai valori della religione cristiana e dell’illuminismo.

A chi mi chiede se sono per l’aborto, rispondo di no. Non sono per l’aborto, ma per l’impunità dell’aborto. Contro la criminalizzazione di chi vi ricorre in certe precise circostanze. E pur essendo amico personale di Mina Welby, donna bandiera della lotta per il diritto all’eutanasia (circoscritto a determinate condizioni, ovviamente), io non me la sento di introdurlo per legge. Troppo presenti mi sono gli orrori di una storia neanche molto remota. Temo abusi.

Diffido della troppa fede nella scienza e del progresso. Non c’è quasi più alcun limite al tecnicamente fattibile. Ma sostengo: Non tutto quanto siamo capaci di fare, e lecito fare. Non esiste un diritto ad avere bambini. Non un diritto positivo che lo stato deve garantire. Intravvedo, nell’esternalizzazione della procreazione (per maternità surrogata) il rischio della sua mercificazione, di uno sfruttamento della donna, di una nuova dimensione della prostituzione.

Sono miei dubbi più che ferme convinzioni. So perfettamente che la morale, l’etica non sono qualcosa di statico. I valori si evolvono, ahimé o grazie a dio, tanto quanto la scienza e le tecniche. E come il diritto. Già oggi è irrisorio voler normare la materia con legislazione nazionale. Ciò che non permette l’Italia, i suoi cittadini (soldi e contatti permettendo) se lo cercano altrove. La morale si sta globalizzando come e non meno delle merci. Nichi Vendola e compagno, il loro Tobia l’hanno avuto in Canada, dove la maternità surrogata è prevista per legge. Ci vorrà una normativa europea, almeno, meglio mondiale. Ma ce l’avremo mai? Temo che, come al solito, il mercato sarà più veloce. Vedremo paesi che si specializzeranno nel campo. E ci sono già. Per l’utero in affitto così come per la morte dolce procurata.

No, mi ritengo in dovere di resistere – da privato e, in quanto politico, pure in pubblico.

Florian Kronbichler

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