Florian
Kronbichler


In movimento

Passo dopo passo. Per intanto c’è un accordo, c’è un gruppo parlamentare alla Camera – la maggioranza (17 di 31) di Sel-Sinistra italiana e i 20 fuoriusciti dal PD – , c’è un nome – movimento dei democratici e progressisti (non mi piace e preferirei uno degli alternativi “Uguaglianza e libertà” o “Articolo 1”, della Costituzione, si intende), e ci sono tante, ma tante persone che ci credono. Ieri, alla “Città dell’altra economia” al Testaccio di Roma ce ne erano persino troppe. C’era l conferenza stampa per presentare il nuovo soggetto politico e per chi non arrivava puntalissimo, non c’era alcuna chance di entrare nel pur non piccolo capannone. Quindi, l’interesse c’è ed è di buon auspicio. Poi, è sempre meglio andar cauti e non cedere a facili entusiasmi: Ovvio che fa sempre piacere veder la sala stipata e code fuori. D’altronde, nel caso specifico ci si doveva pur porre una domanda sulle capacità organizzative di chi invitava. Anche sottovalutare l’interesse che si suscita è un difetto.

 

Comunque sia, vogliamo cogliere il lato positivo del momento: La cosa nuova che sta nascendo e si mette insieme (l’ 11 marzo sarà il turno del “campo progressista” di Pisapia) intercetta una domanda che c’è e che mobilita. Il fatto mi convince e ci intendo collaborare. Credo che possa diventare la forza a cui può far riferimento il movimento dei Verdi sudtirolesi a future elezioni nazionali.

 

Poi ci sono pure dei problemi. Se ne discusso ieri tutto il giorno fra compagne e compagni che provengono dall’esperienza di Sel. D’accordo tutti sul principio: dar battaglia al PdR (Pd di Renzi ) e unirsi senza se e senza ma con chi ne esce e chi lo combatte al suo interno. Variano le posizioni su tempi e modi della battaglia. Se da domani saremo un unico gruppo parlamentare con gli ex-PD, da che parte staremo: all’opposizione, come logica chiederebbe e parecchi di noi richiedono? O in maggioranza e con il governo Gentiloni, come se lo propongono i suoi ex? È un bel rebus. Il presidente della Repubblica vorrà sapere, da che parte si intende collocare il nuovo gruppo. Fra noi ci sono alcuni che sono disposti di votare a favore del governo su casi specifici (come d’altronde si è fatto anche in passato) e non temono neanche l’una o l’altra fiducia, ma entrare organicamente nel governo: mai!

 

La situazione richiederà pazienza, fantasia e disponibilità a compromessi. Stiamo compiendo un passo assai anomalo, e anomalo, vogliamo chiamarlo anticonformista, deve quindi anche essere il modo in cui il passo lo affrontiamo. Non c’è alcuna via “normale” ad un futuro democratico e progressista. Per cui: Opposizione o governo? Io, alla domanda rispondo: Al momento, l’opposizione più efficace a Renzi è di sostenere Gentiloni. Perché più a lungo se la cava questi, e più si logora l’altro.

 

Foto: Conferenza stampa (chiusa per sovraccarico) ieri alla “Città dell’altra economia” a Roma.


Flor now
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