Florian
Kronbichler


Rosatellum – per l’Alto Adige un attentato alla democrazia

Il „Rosatellum“ è legge e l’Italia ha la sua legge elettorale. È una cattiva legge per lo Stato intero e per quanto al Alto Adige-Südtirol è un colpo mortale alla democrazia. Nessun democratico, nemmeno chi ne trarrà il maggior profitto ovvero la Südtiroler Volkspartei, avrà la sfacciataggine di chiamarla una legge elettorale buona, giusta o democratica. Diranno che l’opposizione non abbia permesso di fare una migliore. È una menzogna. Il cartello all’occorrenza, DP, Forza Italia e Lega Nord, ha sfruttato la fretta di fine legislatura assicurandosi per legge quella maggiorana nel prossimo parlamento che alle urne solo gli resterebbe preclusa.I cittadini si vedranno derubati di ogni vera scelta di voto. Prendere o lasciare – con un’unica crocetta sulla scheda elettorale devono indicare il candidato che le rispettive segreterie di partito gli hanno rifilato.

Per il Sudtirolo in specifico poi, la legge elettorale assegna alla Sammelpartei di nome SVP lo status del partito unico di memoria sovietica. Più ancora delle leggi e dei progetti di legge elettorali in passato, il „Rosatellum“ non solo garantisce alla SVP la pretesa di rappresentanza esclusiva dei gruppi linguistici tedesco e ladino. Gli regala pure il potere di condizionare pesantemente il voto italiano in provincia. Starà nelle mani della SVP se e chi andrà a rappresentare gli italiani sudtirolesi al Parlamento. Avremo in futuro , SVP permettendo, un deputato o un senatore PER gli italiani e non più di parlamentari DEGLI italiani, e comunque per grazia ricevuta dalla SVP. Lo chiamo colonialismo elettorale. E cii vedo una delle cause per il famigerato „disagio degli italiani“ che mina la pace interetnica nella nostra terra.

Si scoprirà una colpa storica della SVP, aver sacrificato i principi di elezioni veramente libere, democratiche e di una competizione equa fra le forze politiche in provincia, al meschino interesse partitico di ottenere la vittoria totale a basso prezzo. Glielo ha permesso, questo vile attentato alla correttezza democratica, un partito di governo acquiescente che così facendo si è comprato i voti della Volkspartei a favore della legge elettorale e di ogni sua futura sudditanza.

Foto: Piero Grasso, presidente del Senato oggi dopo il voto ha rassegnato le dimissioni dal gruppo del PD


Flor now
Facebook Link